Il gruppo montuoso a cavallo fra Marche e Umbria è diventato parco nazionale agli inizi degli anni novanta, la sua destinazione più congrua a tutela di un patrimonio naturalistico, paesistico e storico-culturale davvero non comune.
I Monti Sibillini si presentano come una catena montuosa molto imponente, con un paesaggio aspro e selvaggio, dove molte cime superano i 2.000 metri di altezza: Monte Vettore (2.476 metri, il più alto), Monte Priora, Monte Bove, Monte Sibilla ed altri ancora.
Essendo di natura calcarea, la roccia si presenta modellata da fenomeni carsici e glaciali, con pareti a picco, profonde gole, valli, orridi e vaste praterie. Il versante marchigiano, dove si trovano la Val di Panico e la Valle del Fiastrone, è il più esteso e il più selvaggio; quello umbro comprende i Piani di Castelluccio. I vasti piani ricoperti di erba e fiori, come il Piano Grande (lungo 6 Km e largo 3) ed i meno estesi Piano Perduto, Piano dei Pantani e Pian Piccolo, sono ciò che resta del bacino di un lago, le cui acque finirono in un inghiottitoio apertosi nel suolo ed ancora attivo. Il Lago di Pilato, ai piedi del Monte Vettore, rimane a testimoniare le antiche glaciazioni che nell'era quaternaria hanno interessato il territorio del parco. I fenomeni carsici sono evidenziati dalle numerose doline, inghiottitoi e grotte. Di grande interesse sono le forre scavate dalle acque, come quelle delle Gole dell'Infernaccio.
Itinerari
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini offre moltissime possibilità di percorrenza e sosta lungo bellissimi itinerari di varie difficoltà. è possibile praticare l'alpinismo e lo sci da fondo (in inverno), mentre alcuni percorsi possono essere compiuti in mountain - bike. Tra le strutture realizzate dal parco si ricorda il Grande Anello dei Sibillini che comprende percorsi per disabili e otto rifugi escursionistici. Si segnalano alcuni itinerari a piedi, percorribili in un tempo massimo di 6 ore, con un dislivello non superiore ai 1.100 metri e per i quali occorre un'attrezzatura di tipo escursionistico:
• il primo si trova nel versante umbro e attraversa la Val di Canatra nella zona di Castelluccio di Norcia;
• il secondo, nell'ascolano, parte dal piazzale delle Pisciarelle: è raggiungibile in pochi minuti da Rubbiano e porta alle Gole dell'Infernaccio, in Val di Tenna (dove si possono ammirare le sorgenti del fiume Tenna), fino al Casale Pantanelli da dove si prosegue per un sentiero che attraversa in piano i pendii del Monte Priora e che quindi permette di osservare stupendi panorami.
Si segnalano infine alcuni luoghi di particolare interesse che meritano di essere visitati: la Valle Castoriana, nel versante umbro, con l'Abbazia di S. Eutizio; sempre umbro è l'abitato di Norcia. Nelle immediate vicinanze c'è Castelluccio. Nel versante marchigiano meritevoli sono Montefortino, Cupi, Macereto, Amandola. Si raccomanda di non avventurarsi mai senza una più che adeguata documentazione dei luoghi, che si vogliono visitare: guide e cartine aggiornate del territorio. Per la fruizione dell'area numerose guide, appositamente formate dall'Ente Parco, offrono un servizio di assistenza ai visitatori dell'area protetta.
Beni Culturali
Leggende, culti pagani e cristiana religiosità ammantano di imperscrutabile fascino la storia di questi monti, il cui stesso nome deriva dalla mitica figura della vaticinante Sibilla Alcyna. I Sibillini non sono però solo terra del mito: della sua storia più antica restano testimonianze preziose legate al popolo dei Piceni nei resti dei castellieri, strutture difensive tipiche di questa cultura appenninica.
E' databile ad epoca alto-medioevale e riconducibile ad una preesistente maglia territoriale l'edificazione di insediamenti che, connessi alla presenza e all'influenza degli insediamenti monastici, ridefinisce ambiti spaziali di appartenenza sociale e spirituale.
Norcia, terra di S.Benedetto, è l'epicentro religioso di questi monti: nella piazza principale si affacciano alcuni edifici monumentali di notevole importanza storico-artistica, come la Chiesa di S.Benedetto, il Palazzo Comunale, il Duomo e la Castellina. Nella vicina piana di S. Scolastica sono tuttora in attività le marcite, prati coltivati dai monaci benedettini irrigati grazie alle acque sotterranee del Monte Mentosolo.
Altri importanti centri di vita spirituale sono l'Abbazia di S. Eutizio a Pregi, punto di riferimento per un gruppo di eremiti esperti nella raccolta e nell'impiego terapeutico di piante officinali; la Chiesetta Gotica affrescata di S. Maria in Casalicchio presso Montemonaco; il Santuario di Macereto. Sul versante marchigiano del parco fa bella mostra di sé il centro medievale di Visso, con la Collegiata di S. Maria e la Chiesa di S. Agostino, quest'ultima ora adibita a Pinacoteca. Nel Palazzo dei Priori è ancora conservato il manoscritto de "l'Infinito" di Giacomo Leopardi.
|