Maremma: nome il cui suono affascina
quanto la terra che rappresenta. Questa "Marittima Toscana",
come soleva denominare Emanuele Repetti, si affaccia sul mar Tirreno
discendendo dai monti dell'intorno e attraversa la vasta pianura
intermedia coperta da boscaglie e una volta, da paludi, epidemie,
povertà e da sporadica ricchezza. Maremma di funghi Prugnoli,
"stante il soverchio colore" affermava Giovanni Targioni
Tozzetti; Maremma di sughere, di querce, di olmi, di cern, di
farnie, di frassini e di viti disordinatamente sparse o maritate.
Questo era il paesaggio antico di una delle più belle zone
della Toscana.
E tra le boscaglie, tra i frassini, le farnie e le sughere,
vi era anche, in tempi remoti, la progenitrice del Sangiovese:
la Vitis Silvestris. Probabilmente il Sangiovese ha origini etrusche.
Sembra che, insieme al Trebbiano e al Montepulciano, il Sangiovese
tragga origine da selezioni fatte all'epoca della cultura villanoviana
proprio dagli Etruschi e, come ripeto, la sua madre proge-nitrice
è ancora presente nei boschi della Maremma Toscana. Così
afferma il professor Mario Fregoni conosciuto per la sua vasta
cultura viticola.
Oggi la Maremma non è più percorsa dalla malaria
e dalla povertà; i vigneti, insieme alle altre colture,
conferiscono un aspetto ridente, solare, invitante, ad un paesaggio
che reca con sé la storia mitica di un passato talvolta
ancora presente come nella vite e nel vino.
La luminosità, il sole, il tipo di terreno, le correnti
marine o di montagna: tutti questi fattori contribuiscono a portare
al consumatore appassionato un'ampia gamma di vini maremmani che
vanno dall'Ansonica al Vermentino, al Malvasia, al Morellino,
al Ciliegiolo, all'Meatico e a tanti altri vitigni di tradizione
e moderni, a completamento di una cultura vinicola fortemente
storica. Per rendersene conto basti pensare che nel secolo scorso
l'Associazione Agraria della Provincia di Grosseto conferiva premi,
sotto forma di attestati, a quei campagnoli che avevano lavorato
la vigna con correttezza morale e professionalità.
Ora non si teme più che il livello del mare si vada
rialzando e le spiagge della Toscana non appaiono più inferme
"a causa de lo moto dell'ottava sfera del cielo", come
intendeva il buon Villani!
Sul litorale prospera oggi un turismo appassionato di mare, di
Maremma e di vino, in virtù
delle grandissime qualità di rossi da barrique che questa
terra può offrire, insieme alle tipologie
più consuete e assai gradite dal consumatore-turista che
trascorre le vacanze su questi pittoreschi lidi.
La Maremma grossetana è capace di produrre, dalle sue
viti, vini rossi ad altissimo spessore estrattivo, sia grazie
al carattere pedoclimatico della zona, sia grazie alla capacità
dei produttori appassionati. Si tratta di vini che provengono
da vigne studiate con competenza e seguite tecnicamente da professionisti
aggiornati, che tengono conto del moderno mercato internazionale.
Ricordo a tale proposito che i vini italiani di
lusso vantano, da qualche decennio, origine maremmana! Da poco
tempo è nata anche una nuova denominazione di origine:
il Monteregio D.O.C., nelle sue varie espressioni di vino bianco,
rosso e da invecchiamento. E non si ferma qui l'opera del viticoltore
e dell'enologo maremmano! C'è infatti la collaborazione
con le Università di Pisa e di Firenze. Da qualche tempo
il Professor Scalabrelli dell'Università di Pisa (di origine
maremmana), si dedica molto alla causa viticola della Maremma
grossetana. Il lavoro da svolgere è ancora tanto in quanto
questa terra, ricca di risorse potenziali in fatto di viticoltura
e di "enologia di lusso", promette molto. Bisogna però
sottolineare che gli sforzi valgono bene la pena e i risultati
attuali parlano già positivamente.
Gli antichi traffici commerciali nel Mar Tirreno tenevano sempre
di conto questa parte dell'Italia centrale per quanto riguardava
il mercato del vino. I reperti archeologici etruschi teshmoniano
infatti che il mercato del vino era presente fin dall'antichità.
Ed è proprio questo stesso mercato che persiste ed onora
la passione e la capacità degli abitanti di queste terre.
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